Tah'eb
Irene Santori
Estratto della postfazione
Poesia purissima, vicenda potentissima, scienza dell'allucinazione
Maria Grazia Calandrone
Sinossi
36 d.C., Samaria, attuale Cisgiordania. In una notte di delitti e prodigi, Simone conosce in un bordello di Tiro l’indecifrabile Elena e tutto ha inizio: comincia a predicare ai samaritani che lo acclamano come Tah’eb, il messia che ricostruirà sul sacro monte Garizim il Tempio distrutto dai Giudei.
Tra realtà e portenti, si intrecciano più storie: lo scontro tra Simone e l’apostolo Pietro giunto in Samaria per evangelizzarla e demonizzare il messia rivale come mago, anticristo, primo eretico gnostico; la tormentata abiura di Aquila e Niceta, compagni del Tah’eb convertiti da Pietro; la struggente fedeltà dei suoi servi, gli strampalati Gog e Magog; l’attesa del risorto Gesù, che mai appare se non nella “controfigura” Immanuel, il ladrone crocifisso con lui; i tetri teoremi di Pilato, che ordina il massacro degli insorti. Su tutti incombe la legge dei più forti, giudei, Roma o Pietro che siano, e la damnatio memoriae dei perdenti. Ma Elena di Tiro, arcana potenza del Tah’eb, ne stringe il capo e il destino.
Articoli
Recensioni
- Sacha Piersanti, D'acqua e di sasso: su Tah'eb di Irene Santori, pubblicato nella rivista Rossocorpolingua
- laria Palomba, Finalmente un romanzo! Irene Santori firma un libro audace che racconta le origini dello gnosticismo, pubblicato sulla rivista Pangea
- Sara Calì, Come una seta di Damasco, pubblicato sulla rivista Mosaico
- Eugenio Mazzarella, Cosa si può salvare della carne, forse la pietà.
In copertina: Spettacolo di Pina Bausch Blaubart. Beim Anhören einer Tonbandaufnahme von Béla Bartóks Oper “Herzog Blaubarts Burg” (‘Barbablù. Ascoltando una registrazione dell’opera di Béla Bartók “Il castello del duca Barbablù”)




